Zyprexa

Zyprexa è un medicinale il cui principio attivo è l’olanzapina. È anche noto con il nome generico di olanzapina. Si usa per trattare la schizofrenia, un disturbo che causa allucinazioni, deliri e pensieri confusi, e il disturbo bipolare, che provoca fasi di euforia estrema alternate a depressione profonda. Questo farmaco aiuta a calmare i sintomi e a stabilizzare l’umore.

Prezzo Zyprexa

Una confezione di Zyprexa può costare da 0.29€ a 3.46€. Il prezzo esatto dipende dalle misure della confezione e dalla densità dei principi attivi (30 o 360 pillole; 20mg, 10mg, 7.5mg, 5mg, 2.5mg).

Guida terapeutica dettagliata Zyprexa

Che cos’è questo medicinale

Zyprexa è un farmaco antipsicotico contenente olanzapina come principio attivo. Appartiene alla classe degli antipsicotici atipici seconda generazione e viene utilizzato principalmente per il trattamento della schizofrenia e dei disturbi bipolari. La sua formulazione permette di controllare sintomi come allucinazioni, deliri e sbalzi d’umore grave.

Principio attivo
Olanzapina
Classe terapeutica
Antipsicotico atipico
Indicazione principale
Schizofrenia e disturbo bipolare

Meccanismo d’azione terapeutica

L’olanzapina agisce modificando l’equilibrio di neurotrasmettitori cerebrali, in particolare bloccando selettivamente i recettori dopaminergici D2 e serotoninergici 5-HT2A. Questa doppia azione riduce l’attività eccessiva delle vie dopaminergiche senza causare l’effetto di blocco totale tipico dei farmaci di prima generazione. Il risultato è un controllo dei sintomi psicotici con minore rischio di effetti collaterali motori.

Il farmaco influenza anche recettori istaminergici H1 e colinergici muscarinici, determinando effetti collaterali come sedazione e secchezza delle fauci. L’azione stabilizzante dell’umore deriva dalla modulazione complessiva della trasmissione serotoninergica nella corteccia prefrontale.

  • Riduzione delle allucinazioni uditive e visive
  • Attenuazione dei deliri di persecuzione e di grandezza
  • Stabilizzazione delle fasi maniacali acute
  • Miglioramento della qualità del sonno nelle prime settimane
  • Prevenzione delle ricadute schizofreniche a lungo termine

Posologie raccomandate per indicazione

Patologia trattata Dosaggio iniziale Frequenza Considerazioni specifiche
Schizofrenia acuta 5-10 mg Una volta al giorno Titolazione entro 5-7 giorni; dose di mantenimento 10 mg/die
Disturbo bipolare fase maniacale 10-15 mg Una volta al giorno Massimo 20 mg/die; associato a litio o valproato se necessario
Prevenzione ricadute bipolari 5-20 mg Una volta al giorno Dose individuale basata sulla risposta; terapia continuativa
Schizofrenia resistenza 20 mg Una volta al giorno Dose massima raccomandata; valutazione clinica settimanale

Modalità corretta di somministrazione

La somministrazione richiede attenzione all’orario e alle condizioni fisiche del paziente per ottimizzare l’efficacia e ridurre gli effetti collaterali.

  • Assumere la compressa intera con un bicchiere pieno d’acqua, senza masticare o frantumare
  • Possibile assunzione a stomaco pieno o vuoto, preferibilmente sempre alla stessa ora
  • Le compresse orodispersibili si sciolgono sulla lingua in pochi secondi e possono essere prese senza acqua
  • Evitare la guida di veicoli nelle prime 48 ore di trattamento a causa del rischio di sedazione improvvisa
  • Non assumere caffeina o bevande energizzanti nelle 4 ore precedenti la dose serale
  • Sospendere l’attività fisica intensa se si avvertono capogiri o vertigini

Evitare assolutamente il consumo di alcol etilico durante la terapia poiché potenzia la depressione del sistema nervoso centrale e aumenta il rischio di ipotensione ortostatica.

Tempi di efficacia previsti

L’inizio dell’azione terapeutica varia a seconda del sintomo target e della condizione clinica. Alcuni effetti si manifestano rapidamente, mentre altri richiedono settimane di trattamento continuativo.

Sedazione e sonnolenza
Entro 1-2 ore dalla prima assunzione; effetto utile per l’agitazione acuta ma che tende a ridursi dopo 7-10 giorni
Riduzione agitazione psicomotoria
24-72 ore; calo progressivo dell’irrequietezza e aggressività
Controllo sintomi psicotici positivi
1-2 settimane; scomparsa graduale di allucinazioni e deliri
Stabilizzazione dell’umore
2-4 settimane per disturbo bipolare; normalizzazione del ciclo sonno-veglia
Durata dell’azione farmacologica
Emivita plasmatica di 21-54 ore; concentrazioni stabili dopo 5-7 giorni di somministrazione continua

Effetti collaterali frequenti

Gli eventi avversi si manifestano con incidenza variabile durante il trattamento. La maggior parte sono dose-dipendenti e reversibili alla sospensione o riduzione del farmaco.

Frequenza Reazione avversa Percentuale approssimativa
Molto comune (>1/10) Aumento ponderale significativo 20-40%
Molto comune (>1/10) Sonnolenza e sedazione 25-30%
Comune (1/100 a 1/10) Iperglicemia (aumento glicemia) 5-10%
Comune (1/100 a 1/10) Dislipidemia (colesterolo/trigliceridi) 5-8%
Comune (1/100 a 1/10) Stipsi (stitichezza) 8-11%
Comune (1/100 a 1/10) Secchezza delle fauci 6-9%
Comune (1/100 a 1/10) Edema periferico (gonfiori alle gambe) 3-6%
Comune (1/100 a 1/10) Tremore delle mani 3-5%

Segnali di pericolo gravi

Alcune reazioni avverse richiedono interruzione immediata del farmaco e accesso urgente al pronto soccorso.

  • Sindrome neurolettica maligna: ipertermia superiore a 38°C, rigidità muscolare diffusa, confusione mentale, alterazione della pressione arteriosa e tachicardia
  • Reazioni allergiche gravi: gonfiore della lingua, labbra o gola, difficoltà respiratoria, orticaria generalizzata
  • Iperglicemia severa o chetoacidosi diabetica: sete eccessiva, minzione frequente, debolezza estrema, nausea e respiro profondo
  • Eventi cerebrovascolari: improvvisa debolezza unilaterale, difficoltà del linguaggio, perdita di visione o grave cefalea
  • Ittero o dolore addominale superiore intenso con urine scure, indicativi di tossicità epatica
  • Convulsioni o crisi epilettiche in pazienti predisposti

Contattare immediatamente il medico o recarsi al pronto soccorso se compaiono febbre elevata con rigidità muscolare, difficoltà a deglutire o respiro, o se si verificano svenimenti ripetuti.

Interazioni farmacologiche rilevanti

L’olanzapina interagisce con numerosi farmaci, alterandone l’efficacia o aumentando la tossicità. Informare sempre il medico su tutti i medicinali in uso.

  • Depressori del SNC: benzodiazepine, morfina, antidepressivi sedativi – aumento del rischio di depressione respiratoria e sedazione profonda
  • Antiparkinson: levodopa e agonisti dopaminergici – antagonismo dell’effetto terapeutico; possibile peggioramento dei sintomi del morbo di Parkinson
  • Carbamazepina e fenitoina: inducono il metabolismo epatico riducendo i livelli plasmatici di olanzapina del 50%
  • Fluvoxamina: inibisce il metabolismo aumentando l’esposizione sistemica all’olanzapina con maggiore sedazione
  • Antiipertensivi: possibile potenziamento dell’effetto ipotensivo con rischio di svenimenti
  • Anticoagulanti orali: variazioni del metabolismo epatico possono alterare l’INR richiedendo monitoraggio frequente
  • Tabacco: il fumo riduce le concentrazioni plasmatiche del 40% attraverso induzione enzimatica

Situazioni di assoluta controindicazione

Non assumere Zyprexa nelle seguenti condizioni cliniche documentate:

  • Ipersensibilità nota all’olanzapina o agli eccipienti della formulazione – rischio di shock anafilattico
  • Glaucoma ad angolo chiuso non trattato – l’olanzapina ha effetto anticolinergico che può aumentare la pressione oculare causando danni permanenti alla vista
  • Stato di coma o depressione profonda del sistema nervoso centrale – rischio di arresto respiratorio
  • Rischi noti per ictus cerebrale o attacco ischemico transitorio recente (ultimi 6 mesi) – aumento della mortalità negli anziani con demenza
  • Anamnesi di leucopenia o neutropenia indotta da farmaci – rischio di agranulocitosi fatale

Precauzioni per categorie specifiche

Pazienti anziani fragili

Negli over 65 anni la dose iniziale deve essere ridotta a 2,5-5 mg/die a causa del rallentamento del metabolismo epatico e del rischio aumentato di ipotensione ortostatica. Il rischio di ictus e morte cardiaca improvvisa è superiore rispetto alla popolazione generale, pertanto è necessario un monitoraggio cardiologico periodico.

  • Valutazione settimanale della pressione arteriosa in posizione supina ed eretta
  • Controllo della funzione cognitiva per escludere demenza non diagnosticata
  • Prevenzione delle cadute attraverso ausili per la deambulazione

Gravidanza e allattamento

L’olanzapina attraversa la barriera placentare. Nel terzo trimestre l’esposizione fetale può causare sintomi da extrapiramidalismo e/o da sospensione nel neonato (agitazione, ipertonia, tremori, difficoltà di suzione). Il rischio malformativo nei primi mesi non è confermato ma non escluso.

  • Utilizzare solo se il beneficio materno supera il rischio fetale
  • Monitoraggio ecografico dettagliato del feto
  • Interruzione graduale prima del parto se possibile
  • Sospensione dell’allattamento: l’olanzapina è escreta nel latte materno con rapporto latte/plasma di 0,4-1,1

Alterazioni epatiche e renali

Nei pazienti con cirrosi epatica o insufficienza renale grave la clearance dell’olanzapina risulta ridotta del 30%. È necessaria una titolazione lenta partendo da 5 mg/die con incrementi massimi di 2,5 mg alla settimana.

Funzionalità epatica Dosaggio massimo Monitoraggio
Lieve compromissione (Child-Pugh A) 10 mg/die Transaminasi ogni 3 mesi
Moderata-grave (Child-Pugh B-C) 5 mg/die Esami ematici mensili

Pazienti con diabete mellito

L’olanzapina induce resistenza all’insulina e iperglicemia. I pazienti diabetici richiedono:

  • Monitoraggio giornaliero della glicemia capillare nelle prime 2 settimane
  • Valutazione dell’emoglobina glicata (HbA1c) prima dell’inizio e ogni 3 mesi
  • Possibile necessità di aggiustamento della terapia ipoglicemizzante orale o insulina

Conservazione del farmaco

La corretta conservazione mantiene l’integrità chimica del principio attivo e previene la degradazione dei componenti.

  • Temperatura ambiente inferiore a 30°C, lontano da fonti di calore diretto come termosifoni o superfici riscaldate
  • Protezione dalla luce solare diretta e da lampade ad alta intensità; conservare nel contenitore originale opaco
  • Ambiente asciutto: evitare il bagno come luogo di conservazione a causa dell’umidità elevata
  • Sicurezza pediatrica: mantenere fuori dalla portata e dalla vista dei bambini, preferibilmente in armadietti chiusi a chiave
  • Le compresse orodispersibili devono essere utilizzate immediatamente dopo l’apertura della confezione singola
  • Smaltimento dei farmaci scaduti o non utilizzati presso le farmacie abilitate al ritiro dei rifiuti speciali

Forme farmaceutiche disponibili

Forma galenica Confezione Caratteristiche specifiche
Compresse rivestite con film Blister da 28 o 56 compresse Core di olanzapina rivestito con idrossipropilmetilcellulosa; non divisibili per dosaggi frazionati
Compresse orodispersibili Blister alluminio/alluminio da 28 unità Disintegrazione in bocca in 15-30 secondi; gelatina, mannitolo, aspartame come eccipienti; sapore di menta
Polvere per soluzione iniettabile IM Fiala da 10 mg + solvente 2,1 ml Uso ospedaliero per agitazione acuta; non miscelabile con altri farmaci nella siringa

Le compresse orodispersibili sono particolarmente indicate per pazienti con difficoltà di deglutizione o rischio di occultamento del farmaco (cheeking).

Domande frequenti dei pazienti

Perché aumento di peso con Zyprexa?

L’olanzapina blocca i recettori istaminergici e serotoninergici 5-HT2C, stimolando l’appetito e riducendo la sazietà. Inoltre altera il metabolismo lipidico e la sensibilità all’insulina. Per contenere l’incremento ponderale è fondamentale seguire una dieta ipocalorica con riduzione dei carboidrati semplici e attività fisica aerobica di almeno 150 minuti settimanali. Il peso va controllato settimanalmente nelle prime 6 settimane.

Posso bere alcolici durante la terapia?

No. L’associazione olanzapina-alcool potenzia la depressione del sistema nervoso centrale causando sonnolenza eccessiva, confusione mentale e riduzione dei riflessi. Inoltre aumenta il rischio di ipotensione ortostatica con possibili svenimenti improvvisi. L’alcool interferisce anche con il metabolismo epatico del farmaco, alterandone le concentrazioni plasmatiche.

Cosa succede se interrompo bruscamente?

La sospensione improvvisa può causare sintomi da astinenza inclusi nausea, vomito, insonnia, cefalea e recrudescenza dei sintomi psicotici (sindrome da rebound). L’olanzapina va ridotta gradualmente nel corso di 2-4 settimane, diminuendo di 2,5-5 mg ogni 5-7 giorni. Eventuali ricadute depressive o maniacali devono essere segnalate immediatamente al medico.

Zyprexa influisce sulla fertilità?

L’olanzapina può aumentare i livelli di prolattina sierica (iperprolattinemia) che a lungo termine compromette la fertilità femminile alterando l’ovulazione e causando galattorrea. Nell’uomo può ridurre il desiderio sessuale e causare disturbi dell’erezione. Questi effetti sono solitamente reversibili alla sospensione o con l’aggiunta di aripiprazolo che modula la prolattina.

Posso guidare durante il trattamento?

Durante le prime due settimane di terapia è assolutamente sconsigliato guidare veicoli o utilizzare macchinari pericolosi a causa del rischio di sedazione improvvisa e rallentamento dei tempi di reazione. Dopo il periodo di stabilizzazione, alcuni pazienti possono riprendere la guida se non manifestano sonnolenza diurna eccessiva, sempre previa valutazione medica specifica. È obbligatorio segnalare all’UTL (Ufficio Territoriale di L’A) la terapia in corso.

Dosaggio

10mg, 2.5mg, 20mg, 5mg, 7.5mg

principio attivo

Olanzapine

pacco

120 pillole, 180 pillole, 270 pillole, 30 pillole, 360 pillole, 60 pillole, 90 pillole

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