Atarax – Idrossizina Dicloridrato
Descrizione e classe terapeutica
Atarax contiene idrossizina dicloridrato, principio attivo appartenente alla classe dei composti dipiridilmetil-piperazinici con attività antagonista sui recettori H1 dell’istamina. Il farmaco si distingue dagli antistaminici di seconda generazione per la marcata penetrazione ematoencefalica e gli effetti sedativi centrali concomitanti. Indicazioni terapeutiche principali comprendono il trattamento sintomatico a breve termine dell’ansia negli adulti, la terapia del prurito allergico di varia origine e la premedicazione sedativa prima di interventi chirurgici o procedure diagnostiche invasive.
- Principio attivo
- Idrossizina dicloridrato
- Classe farmacologica
- Antistaminico H1 di prima generazione, agente ansiolitico non-benzodiazepinico
- Meccanismo molecolare
- Antagonismo competitivo recettoriali periferici e centrali dell’istamina
- Stato legale
- Farmaco soggetto a prescrizione medica (ricetta bianca o ripetibile)
Meccanismo d’azione spiegato
L’idrossizina compete con l’istamina per il binding sui recettori H1 siti su cellule effettrici e nel sistema nervoso centrale, bloccando la cascata allergica e riducendo l’eccitabilità neurale. A differenza delle benzodiazepine, non modula i recettori GABA-A, escludendo potenzialità di dipendenza o sintomi da sospensione. L’effetto ansiolitico deriva dalla depressione selettiva delle vie sottocorticali coinvolte nei circuiti dell’ansia e della paura.
L’attività antipruriginosa si manifesta attraverso l’inibizione del rilascio di mediatori chimici dai mastociti cutanei e la stabilizzazione della membrana cellulare. L’effetto sedativo pre-operatorio utilizza la depressione del sistema reticolare attivante ascendente, facilitando l’induzione dell’anestesia generale senza depressione respiratoria marcata.
- Riduzione immediata del prurito periferico mediante blocco istaminico competitivo
- Effetto ansiolitico centrale privo di sviluppo tolleranza anche dopo settimane
- Proprietà anticholinergiche periferiche con riduzione secrezioni salivari e gastriche
- Attività spasmolitica muscolare liscia bronchiale e gastrointestinale
- Potenzializzazione analgesica degli oppioidi attraverso meccanismi spinali non completamente elucidati
- Effetto antiemico su chemocettori del trigger zone vestibolare
Posologia indicata per disturbo
| Condizione patologica | Dosaggio singolo | Frequenza giornaliera | Durata massima/Note operative |
|---|---|---|---|
| Ansia generalizzata (adulti <65aa) | 50-100 mg | 3-4 volte | 4 mesi continuativi; riduzione graduale 25% settimanale alla sospensione |
| Prurito allergico acuto | 25 mg | 3-4 volte | 7-10 giorni o fino risoluzione sintomi; non continuare oltre senza rivalutazione |
| Sedazione pre-operatoria | 50-100 mg (max 100mg) | Unica somministrazione | 60-90 minuti prima dell’intervento; associare a idratazione vena |
| Ansia terzo età (>65aa) | 25 mg | 2 volte (mattino e sera) | Dose giornaliera massima 50 mg; monitoraggio cognitivo settimanale |
| Prurito pediatrico (6-12aa) | 0,5 mg/kg | 3 volte | Non superare 2 mg/kg/die; pesare bambino prima inizio terapia |
| Prurito pediatrico (12-18aa) | 25-50 mg | 3-4 volte | Limitato a 3-5 giorni; valutazione epatica se trattamento prolungato |
| Farmaco accessorio anestesia | 25-50 mg (via IM) | Unica | Somministrazione intramuscolare profonda gluteo; evitare sede deltoide |
Istruzioni pratiche assunzione corretta
- Ingere le compresse con acqua abbondante senza masticare rivestimento enterico
- Sciroppo: agitare flacone dieci secondi prima erogazione; utilizzare esclusivamente misurino graduato incluso
- Archiviare orario sedicimento: preferibilmente 30 minuti prima pasti per velocità assorbimento, o con cibo se nausea gastrica
- Sospendere completamente consumo bevande alcoliche durante titolazione e mantenimento terapia
- Non condurre autoveicoli entro 6-8 ore dall’assunzione; astenersi da manovre precise macchine utensili
- Per formulazione iniettabile: esclusivamente via intramuscolare profonda; vietata venosa per rischio tromboflebite e perdita coscienza
- Spaziare dosi equamente ogni 6-8 ore per mantenere livelli ematici stabili evitando picchi sedativi
-
Cosa evitare assolutamente
- Grepafloxacina, moxifloxacina (antibiotici fluorochinolonici QT-prolunganti)
- Succo di pompelmo (inibizione CYP3A4 con aumento emivita idrossizina)
- Arnia montana o valeriana (potenziamento sedativo imprevedibile)
- Attività subacquee o altezza entro 24 ore
Tempi di efficacia dettagliati
- Inizio effetto ansiolitico
- 15-30 minuti post-ingestione orale; picco sedativo centrale a 60-90 minuti
- Azione antipruriginosa periferica
- 20-45 minuti; riduzione significativa dello stimolo tattivo entro 2 ore
- Durata effetto centrale
- 4-6 ore con dosaggi standard; residui effetti cognitivi fino a 8 ore
- Attività antistaminica persistente
- Fino a 24 ore per recettori cutanei; utile posologia serale monodose per prurito notturno
- Emivita terminale idrossizina
- 3 ore (fase alpha) e 20-25 ore per metabolita cetirizina acido carbossilico attivo
- Accumulo steady-state
- Raggiunto dopo 3-4 giorni terapia continuativa bidierna
Reazioni avverse più frequenti
Gli effetti collaterali riflettono l’attività antistaminica centrale e anticolinergica, con incidenza variabile correlata a velocità titolazione e stato idrico paziente. La sonnolenza iniziale tende a ridursi dopo 3-5 giorni terapia per fenomeni di tolleranza parziale.
| Frequenza epistemica | Manifestazione clinica | Caratteristiche temporali |
|---|---|---|
| Molto comune (>10%) | Sonnolenza diurna marcata | Prime 48-72 ore, attenuazione progressiva settimanale |
| Comune (1-10%) | Xerostomia (secchezza fauci) | Costante durante terapia; rischio carie dentale incrementato |
| Comune (1-10%) | Visione offuscata da accomodazione | Transitorio 2-4 ore post-dose; se persistente oltre 6 ore valutare sospensione |
| Comune (1-10%) | Stipsi funzionale | Dopo 3-5 giorni terapia; reagisce a fibre dietetiche |
| Comune (1-10%) | Disturbo del gusto (disgeusia) | Metallico fastidioso, reversibile |
| Poco comune (0,1-1%) | Tachicardia sinusale compensatoria | Accompagna ipotensione ortostatica iniziale |
Sintomi meno frequenti da segnalare
- Cefalea ipnica matutina da residuo sedativo
- Pigmentazione cutanea reversibile (grigio-azzurra) con uso >6 mesi continui
- Ritenzione urinaria sottovescicale (uomini con ipertrofia prostatica)
- Tremore fine mani non patologico
- Epatite transitoria da iperbilirubinemia (>3 volte valori normali)
Effetti indesiderati gravi emergenza
-
Convulsioni tonico-cloniche generalizzate
Manifestazione con contrazioni muscolari violente, perdita coscienza e sibilo respiratorio. Rischio aumentato in pazienti con soglia epilettica bassa o dosaggi superiori a 400 mg/die. Richiede posizione laterale di sicurezza e chiamata emergenza immediata; non somministrare ulteriori dosi.
-
Alterazioni elettrocardiografiche critiche
Prolungamento intervallo QT (>500 msec) predisponendo a torsione di punta. Sintomi: palpitazioni irregolari, sincope improvvisa, vertigini intense durante sforzo. Necessario elettrocardiogramma urgente e supplemento potassio/magnesio.
-
Reazioni anafilattiche immediatamente
Edema angioneurotico facciale-laringeo, orticaria generalizzata con bronchospasmo, ipotensione arteriosa severa. Queste manifestazioni costituiscono emergenza medica assoluta richiedente adrenalina intramuscolare e ossigenoterapia.
-
Epatocitolisi fulminante
Dolo ipocondrio destro intenso, urine scure da bilirubinemia, ittero confluentevomitività persistente. Sospendere immediatamente; prognosi correlata a tempistica interruzione.
-
Agranulocitosi febbrile
Febre >38,5°C persistente, ulcere mucose multiple, tonsillopatia. Conteggio leucocitario <1000/mm3 con neutropenia assoluta.
Controindicazioni assolute e relative
- Ipersensibilità accertata a idrossizina, cetirizina o structura piperazinica — rischio reazione crociata anafilattica immediata
- Gestione primo trimestre gravidanza (<13 settimane) — malformazioni fetali riportate in studi retrospettivi
- Porfiria acuta intermittente o variante cutanea — precipitazione crisi metaboliche per induzione enzimatica delta-aminolevulinato sintetasi
- Sindrome del QT lungo congenito (Romano-Ward, Jervell-Lange-Nielsen) o acquisito (ipokaliemia severa) — aritmie potenzialmente fatali
- Bambini <6 mesi età gestazionale — immaturità enzimatica epatica CYP3A4 e CYP3A5
- Glaucoma ad angolo chiuso non controllato — midriasi pericolosa
- Ritenzione urinaria severa da ipertrofia prostatica — aggravamento ostruzione vescicale
- Miastenia gravis generalizzata — depressione trasmissione neuromuscolare colinergica
- Insufficienza respiratoria cronica grave (FEV1 <30%) — depressione compensatoria del centro respirogeno
Interazioni farmacologiche pericolose
Interazioni severe con depressione SNC
-
Alcol etilico (etanolo)
Potenziamento depressione respiratoria centrale e sedativa; inibizione competitiva CYP2E1 con prolungamento emivita entrambi. Sovradditività tossicità epatica alcolica-idrossizinica.
-
Morfina, ossicodone, tramadolo
Sedazione profonda con rischio coma, specialmente anziani. Ridurre dosaggio oppioide del 30-50% se associazione necessaria.
-
Farmaci prolunganti QT
Amiodarone (class III), sotalolo (class III), claritromicina, eritromicina (macrolidi), haloperidolo, clorpromazina (antipsicotici tipici): additività allungamento QT con torsione di punta potenzialmente letale.
Interazioni moderate farmacocinetiche
-
Cimetidina, ranitidina
Inibizione CYP e riduzione clearance epatica dell’idrossizina (aumento AUC del 40%). Separare somministrazione di almeno 2 ore o sostituire con inibitore pompa protoni.
-
Isoniazide, rifampicina
Rispettivamente inibizione e induzione enzimatica CYP3A4 con fluttuazioni imprevedibili livelli plasmatici.
-
Atropina, solifenacina, tolterodina
Additività effetti anticolinergici con ritenzione urinaria severa e glaucoma acuto.
Interazioni da monitoraggio specifico
-
Antipertensivi
Potentamento ipotensione ortostatica per blocco recettoriali istaminici vasodilatatori. Suggerire alzarsi lentamente da posizioni clinostatismo.
-
Aminofillina, teofillina
Antagonismo recettoriale con riduzione broncodilatazione; evitare contemporaneità o aumentare dose teofillina del 20%.
Popolazioni specifiche a rischio
Pazienti anziani fragili
Metabolismo epatico ridotto del 40%, volume distribuzione aumentato per diminuzione massa magra e acqua corporea totale. Elevato rischio cadute fratturative per ipotensione ortostatica e atassia.
| Parametro monitoraggio | Frequenza controllo | Azione se alterato |
|---|---|---|
| Funzioni cognitive (MMSE) | Ogni 2 settimane | Sospensione se peggioramento >2 punti |
| Pressione ortostatica | Ad ogni visita | Riduzione dose se caduta sistolica >20 mmHg |
| Funzionalità renale (eGFR) | Mensile | Allungamento intervallo dosaggio |
Gravidanza e allattamento
Primo trimestre: rischio malformazioni cardiovascolari fetali documentato. Secondo-trimestre: possibile depressione SNC fetale se uso pre-parto. Allattamento: cetirizina (metabolita attivo) raggiunge il latte con rapporto latte/siero 0,3-0,4.
- Primo trimestre: controindicazione assoluta
- II-III trimestre: solo per indicazione vitale materna con monitoraggio cardiaco fetale
- Parto imminente (4 ore prima): sospendere per evitare depressione respiratoria neonatale e ritardo allattamento
- Allattamento: sospensione interruzione o scelta alternative antistaminiche (loratadina preferibile)
Compromissione epatica
Clearance ridotta proporzionalmente alla gravità della cirrosi. Metaboliti attivi (cetirizina) accumulo per riduzione clearance renale secondaria epatopatica.
- Child-Pugh A: riduzione dose 50%, intervallo 12 ore
- Child-Pugh B-C: evitare uso; se indispensabile 25% dose standard con intervallo 24 ore
- Monitoraggio transaminasi settimanale per prime 4 settimane
Compromissione renale
Eliminazione renale cetirizina predominante nei soggetti con clearance creatinina ridotta. Rischio sedazione cumulativa.
- eGFR 30-50 ml/min: intervallo 12 ore anziché 6-8
- eGFR <30 ml/min: evitare formulazioni ritard; usare 25 mg/die massimo
- Dialisi: somministrare post-seduta dialitica; non eliminabile emodialisi
Regole conservative ottimali
- Temperatura conservazione 15-25°C; evitare escursioni termiche >8°C
- Protezione luce diffusa e diretta mediante contenitori opaci originalli
- Umidità relativa <60%; silice gel contenitore non rimuovere fino esaurimento scorte
- Forma sciroppata: non refrigerare (cristallizzazione principio attivo sotto 10°C)
- Fiale iniettabili: utilizzo entro 4 ore dall’apertura; non congelare mai
- Contenitore originale chiuso ermeticamente; spazi vaschetta non utilizzare per altri farmaci
- Bambini: armadietto medicinali superiori 150 cm di altezza con chiusura di sicurezza
- Validità post-apertura sciroppo: 6 mesi (annotare data apertura flacone)
Forme farmaceutiche disponibili
| Presentazione | Concentrazione | Confezionamento primario | Specifiche tecniche |
|---|---|---|---|
| Compresse rivestite film | 25 mg | Blister PVC/Alu, 30 compresse | Divisibili in quattro parti; rivestimento gastroresistente |
| Compresse rivestite | 50 mg | Blister PVC/Alu, 25 compresse | Non divisibili; uso terapia intensiva ansia |
| Sospensione orale | 10 mg/5ml (2 mg/ml) | Flacone HDPE 200 ml + cucchiaio 5ml graduato | Senza zucchero (edulcorante maltitolo); gusto menta |
| Soluzione iniettabile | 50 mg/ml (100 mg/2ml) | 5 fiale vetro I tipo 2 ml | Uso esclusivo IM profondo; vietato EV e SC |
| Polvere reidratabile | 25 mg/bustina | 20 bustine monodose | Ridispersibile in acqua per pazienti con faringite e disfagia |
Domande frequenti specifiche
- Può sostituire benzodiazepine nell’ansia cronica?
- Sì, rappresenta valida alternativa per trattamenti fino a 4 mesi senza rischio sindrome da sospensione o dipendenza fisica. Richiede però somministrazione più frequente (3-4 volte/die) rispetto alprazolam una volta/die.
- Perché causa sonnolenza se antistaminico?
- Attraversa facilmente barriera ematoencefalica bloccando recettori H1 cerebrali coinvolti nel mantenimento stato di veglia. Antistaminici di seconda generazione (desloratadina, levocetirizina) non penetrano SNC, mancando sedazione.
- Posso assumere al bisogno o serve cura continuativa?
- Il prurito può essere trattato al bisogno; l’ansia richiede schema posologico regolare per 2-3 settimane prima valutazione efficacia. Approccio incostante nell’ansia riduce risposta terapeutica.
- Cosa succede interrompendo bruscamente?
- A differenza benzodiazepine, non si verificano crisi d’astinenza, convulsioni o ricaduta ansia immediata severa. Possibile ritorno sintomi ansia pre-trattamento entro 30-48 ore.
- Compatibilità con anticoncezionali ormonali?
- Nessuna interazione documentata con estroprogestinici; non riduce efficacia contraccettiva. Attenzione a pillola anticoncezionale contenente etinilestradiolo che può leggermente inibire metabolismo idrossizina.
- Posso guidare se assumo dose mattutina?
- No, astensione assoluta dalla guida per 6-8 ore successive. Test soggettivo “sentirmi sveglio” non corrisponde a tempi reazione salvaguardati per emergenze stradali.
- Effetti collaterali sessuali?
- Possibile riduzione libido per sedazione generale e effetto anticolinergico; eiaculazione ritardata o impotenza transitoria rari (<1%). Non causano disfunzioni endocrine permanenti.
- Utilizzabile per nausea da viaggio?
- Indicazione off-label efficace; dosaggio 25 mg 30 minuti prima partenza, ripetibile ogni 8 ore viaggio prolungato. Preferibile a scopolamina per soggetti con glaucoma.
- Interazione con cannabis terapeutica?
- Potenziamento sedativo marcato; cannabinoidi e idrossizina deprimono entrambi SNC. Spaziare assunzioni di almeno 4 ore se terapia concomitante prescritta.
- Differenza con cetirizina?
- Cetirizina è metabolita attivo dell’idrossizina, ma esclusivamente periferico (antistaminico II gen). Manca effetto ansiolitico e sedativo essenzialmente assente.





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