Dostinex

Dostinex è un farmaco il cui principio attivo è la cabergolina. È noto anche con il nome generico di cabergolina. Si usa per trattare i livelli alti di prolattina nel sangue, un ormone che può causare secrezione di latte dal seno nelle donne non incinte, problemi di fertilità sia nelle donne che negli uomini, e altri disturbi come mal di testa o problemi alla vista. Aiuta anche a fermare la produzione di latte dopo il parto.

Prezzo Dostinex

Lo spettro dei prezzi di Dostinex si estende da 3.15€ a 12.34€ per ogni pillole. I fattori chiave che influenzano il prezzo sono l’ampiezza della confezione e il grado di sostanze attive (4 o 56 pillole; 0.5mg, 0.25mg).

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Descrizione sintetica del farmaco

Dostinex è un medicinale contenente cabergolina, un principio attivo appartenente alla classe degli agonisti dei recettori della dopamina. Viene utilizzato principalmente per trattare i disturbi associati all’iperprolattinemia, una condizione caratterizzata da livelli elevati di prolattina nel sangue. La cabergolina si distingue per la sua elevata selettività verso i recettori D2 e per l’emivita prolungata che consente somministrazioni intermittenti.

Principio attivo
Cabergolina
Classe terapeutica
Agonista dei recettori dopaminergici D2
Indicazione principale
Trattamento dell’iperprolattinemia idiopatica o da adenoma ipofisario
Codice ATC
G02CB03

Meccanismo d’azione terapeutico

La cabergolina agisce stimolando selettivamente i recettori dopaminergici D2 presenti nell’ipofisi anteriore. Questa stimolazione inibisce la secrezione di prolattina da parte delle cellule lactotrope attraverso l’attivazione della via dell’adenilato ciclasi, riducendo progressivamente i livelli ematici dell’ormone. A differenza di altri farmaci simili, la cabergolina presenta un’affinità elevata e un’emivita lunga che permette una somministrazione bisettimanale piuttosto che giornaliera.

L’effetto terapeutico si estende anche alla riduzione delle dimensioni dei prolattinomi, poiché l’inibizione cronica della secrezione prolattinica induce una regressione delle cellule tumorali iperplastiche. Nei tessuti extracerbrali, la molecola esercita effetti minimi sui recettori D1, riducendo gli effetti collaterali tipici dei farmaci dopaminergici meno selettivi.

  • Riduzione dei livelli sierici di prolattina entro 2-3 ore dalla somministrazione
  • Normalizzazione del ciclo mestruale nelle donne entro 6-8 settimane
  • Ripristino della fertilità e della funzione ovarica
  • Riduzione o cessazione della galattorrea (perdita di latte)
  • Contrazione delle dimensioni dell’adenoma ipofisario nel 80-90% dei casi
  • Miglioramento della libido e della funzione sessuale nell’ipogonadismo iperprolattinemico

Posologia e dosaggi consigliati

Condizione patologica Dosaggio Frequenza Durata/Note
Iperprolattinemia idiopatica 0,5 mg/settimana 2 volte a settimana Dosaggio iniziale; aggiustamenti successivi basati sui livelli di prolattina
Adenoma ipofisario prolattinoma 1-2 mg/settimana 2 volte a settimana Fino a normalizzazione prolattina e riduzione massa tumorale; massimo 4,5 mg/settimana
Macroprolattinoma 0,5 mg/dose 2 volte a settimana Aumentare gradualmente fino a 1 mg due volte settimanali se necessario
Inibizione della lattazione post-partum 1 mg 2 volte in 24 ore Prima colazione e cena del primo giorno post-partum; non ripetere
Prevenzione lattazione post-partum 1 mg 1 dose singola Prima colazione primo giorno post-partum; efficace per prevenire l’insorgere della lattazione

Modalità di somministrazione corretta

  • Assumere il farmaco durante i pasti principali per ridurre l’irritazione gastrica e migliorare la tollerabilità sistemica
  • Posizionare le dosi a metà settimana (esempio: lunedì e giovedì) per mantenere livelli plasmatici stabili e costanti
  • Ingerire le compresse intere con un bicchiere d’acqua, senza masticare, frantumare o dividere il compresso
  • Non assumere bevande alcoliche nelle 4-6 ore successive alla dose per prevenire ipotensione ortostatica e capogiri
  • Alzarsi lentamente dalla posizione seduta o distesa per evitare svenimenti da caduta pressoria
  • Non interrompere bruscamente la terapia; eventuali sospensioni devono avvenire gradualmente sotto supervisione medica
  • Per l’inibizione lattazione, assumere esattamente come prescritto entro le prime 24 ore dal parto per massima efficacia

Tempi di efficacia e durata

Inizio azione prolattina
Riduzione dei livelli ematici di prolattina entro 2-3 ore dalla prima assunzione, con picco di effetto dopo 48 ore
Effetto clinico mestruale
Ripristino del ciclo ovulatorio dopo 6-8 settimane di terapia regolare nei pazienti con amenorrea da iperprolattinemia
Durata emivita farmaco
63-69 ore, permettendo dosaggi bisettimanali anziché giornalieri come altri agonisti dopaminergici
Tempo riduzione adenoma
6-12 mesi per contrazione significativa della massa tumorale nel 50-70% dei pazienti con macroprolattinomi
Efficacia lattazione
Inibizione completa della produzione di latte entro 24-48 ore dal parto quando assunto correttamente
Recupero fertilità
Ripristino della funzione ovarica e possibilità di concepimento entro 2-3 mesi dalla normalizzazione della prolattina

Effetti collaterali frequenti

Frequenza Reazione avversa Descrizione clinica
Molto comune (>10%) Nausea Disturbo gastrico transitorio, specialmente nelle prime settimane di terapia; tende a ridursi con il proseguimento
Molto comune (>10%) Cefalea Mal di testa da vasodilatazione, tendenzialmente lieve-moderato, spesso frontale o temporale
Molto comune (>10%) Vertigini Capogiri posturali, sensazione di instabilità, rischio aumentato di ipotensione ortostatica
Comune (1-10%) Stipsi Rallentamento del transito intestinale per effetto dopaminergico sul tratto gastrointestinale
Comune (1-10%) Astenia Fatica, sensazione di debolezza generale, mancanza di energia nelle attività quotidiane
Comune (1-10%) Dolore addominale Crampi o fastidio epigastrico, spesso associato alla nausea iniziale
Comune (1-10%) Depressione Alterazioni dell’umore, irritabilità, tendenza all’isolamento sociale
Comune (1-10%) Sonnolenza Desiderio improvviso di dormire, specialmente dopo le prime somministrazioni

Reazioni avverse gravi

  • Fibrosi cardiaca o valvolare: dispnea progressiva, edema alle gambe, palpitazioni persistenti, tosse notturna o ortopnea. Richiede immediata sospensione del farmaco ed esecuzione di ecocardiogramma transesofageo.
  • Ipotensione ortostatica severa: svenimento improvviso, visione annebbiata, confusione mentale all’alzarsi dalla posizione seduta o distesa. Necessita di posizione supina con gambe sollevate e idratazione immediata.
  • Reazioni psichiatriche: comportamento compulsivo patologico (gioco d’azzardo patologico, shopping compulsivo, iperattività sessuale), allucinazioni visive o uditive, delirio, ideazione paranoide. Segnalare immediatamente al medico per valutazione di sospensione.
  • Edema polmonare cardiogeno: respiro affannoso acuto, dolore toracico, espettorazione schiumosa rosa, cianosi. Emergenza medica che richiede pronto soccorso, specialmente in pazienti con cardiopatia preesistente.
  • Epatotossicità: ittero della sclera e della pelle, urine scure color coca, dolore all’ipocondrio destro, nausea intensa persistente, prurito generalizzato. Richiede esami ematici urgenti (transaminasi, bilirubina) e sospensione del trattamento.
  • Reazioni allergiche sistemiche: angioedema (gonfiore di viso, labbra, lingua), orticaria generalizzata, broncospasmo, shock anafilattico. Richiede intervento medico immediato e terapia antistaminica o cortisonica.

Interazioni farmacologiche rilevanti

  1. Antipsicotici dopaminergici: clozapina, olanzapina, risperidone, haloperidolo. Riducono l’efficacia di Dostinex antagonizzando i recettori D2 e aumentando la secrezione di prolattina.
  2. Antiemetici procinetici: metoclopramide, domperidone, proclorperazina, clebopride. Farmaci che aumentano la secrezione di prolattina attraverso il blocco dopaminergico, contrastando l’azione terapeutica di Dostinex.
  3. Antipertensivi: nitati, diuretici tiazidici, beta-bloccanti, inibitori dell’enzima di conversione. Potenziano l’effetto ipotensivo di Dostinex causando ipotensione ortostatica sintomatica e rischio di svenimento.
  4. Macrolidi antibiotici: eritromicina, claritromicina, telitromicina. Inibiscono il metabolismo epatico mediato dal CYP3A4, aumentando i livelli plasmatici di cabergolina e il rischio di tossicità.
  5. Antimicotici azolici: ketoconazolo, itraconazolo, voriconazolo. Interferiscono con il sistema enzimatico CYP3A4 aumentando la biodisponibilità della cabergolina e potenziando gli effetti collaterali.
  6. Alcaloidi dell’ergot: ergotamina, metisergide, diidroergotamina. Aumentano il rischio di fibrosi cardiaca, valvolare e retroperitoneale per effetto sinergico sulla stimolazione serotoninergica e fibroblastica.
  7. Inibitori della proteasi: ritonavir, indinavir, saquinavir. Bloccano il metabolismo epatico causando accumulo del farmaco e aumento della frequenza di effetti avversi.

Situazioni che vietano l’uso

  • Ipertensione post-partum: controindicato nelle puerpere con ipertensione arteriale o precedenti di eclampsia per rischio di crisi ipertensive e accidenti cerebrovascolari.
  • Malattie valvolari cardiache: storia documentata di fibrosi cardiaca, endocardite, stenosi valvolare o prolapsi valvolari per rischio di fibrosi progressiva e insufficienza cardiaca.
  • Ipertensione arteriosa non controllata: valori pressori sistolici superiori a 140 mmHg o diastolici superiori a 90 mmHg non stabilizzati con terapia antipertensiva.
  • Insufficienza epatica severa: classe Child-Pugh C o transaminasi superiori a 5 volte il limite superiore della normale per rischio di accumulo tossico e epatotossicità.
  • Pre-eclampsia o eclampsia: complicanze ipertensive della gravidanza attuali o recenti con proteinuria ed edemi.
  • Cardiomegalia nota: ingrandimento cardiaco documentato all’ecocardiogramma o alla radiografia toracica per rischio di scompenso.
  • Sensibilità all’ergot: reazioni allergiche precedenti ad alcaloidi dell’ergot o ipersensibilità nota alla cabergolina.
  • Sindrome del QT lungo: predisposizione congenita o acquisita all’allungamento dell’intervallo QT all’elettrocardiogramma.

Popolazioni che richiedono cautela

Pazienti anziani

  • Iniziare con dosaggi ridotti (0,25 mg due volte settimanali) per maggiore sensibilità agli effetti ipotensivi e neurologici
  • Monitoraggio frequente della pressione arteriosa in posizione ortostatica per prevenire cadute e traumi
  • Valutazione ecocardiografica basale obbligatoria prima dell’inizio terapia per escludere fibrosi valvolare preesistente
  • Rischio aumentato di confusione mentale, allucinazioni e comportamenti compulsivi che richiedono supervisione familiare
  • Aggravamento dei sintomi parkinsoniani se presenti, necessitando aggiustamento della terapia antiparkinson

Donne in gravidanza

  • Categoria di rischio B: studi su animali non hanno evidenziato rischi teratogeni, ma dati umani limitati richiedono cautela
  • Sospendere il trattamento non appena confermata la gravidanza mediante test positivo o ecografia, salvo indicazione contraria dello specialista endocrinologo
  • Monitoraggio ecografico accurato se esposizione avvenuta nel primo trimestre per verificare normale sviluppo fetale
  • Non utilizzare per l’inibizione della lattazione in presenza di ipertensione gestazionale o pre-eclampsia
  • Il farmaco attraversa la barriera placentare; discussione dei rischi/benefici con il ginecologo è obbligatoria

Periodo di allattamento

  • Contraindicato durante l’allattamento per inibizione della sintesi del latte attraverso la soppressione della prolattina
  • Se utilizzato per inibizione lattazione, non avviare l’allattamento successivamente poiché il farmaco rimane attivo a lungo
  • Emivita lunga richiede interruzione dell’allattamento per almeno 4 settimane dopo l’ultima dose per eliminazione completa
  • Monitoraggio del bambino per eventuali effetti collaterali residui come vomito, sonnolenza o alterazioni del comportamento
  • Non utilizzare in madri che desiderano allattare al seno; esistono alternative non farmacologiche per sopprimere la lattazione

Insufficienza epatica

  • Controindicato in caso di funzionalità epatica gravemente compromessa (Child-Pugh C) per rischio di accumulo tossico
  • Riduzione del 50% del dosaggio in pazienti con moderata compromissione epatica (Child-Pugh B)
  • Monitoraggio mensile delle transaminasi (ALT, AST), fosfatasi alcalina e bilirubina totale e diretta
  • Sospensione immediata in caso di incremento delle transaminasi oltre 3 volte il limite superiore della norma o comparsa di ittero
  • Valutazione della funzionalità epatica basale prima dell’inizio terapia in pazienti con anamnesi epatica

Insufficienza renale

  • Non richiede aggiustamenti posologici in caso di compromissione renale lieve-moderata (clearance creatinina 30-80 ml/min)
  • Utilizzare con cautela in pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min per possibile riduzione dell’escrezione
  • Monitoraggio trimestrale della funzione renale (creatininemia, clearance, azotemia) nei pazienti con insufficienza preesistente
  • Rischio di accumulo in caso di dialisi; consultare lo specialista per intervalli di somministrazione modificati o riduzione dose
  • Idratazione adeguata consigliata per facilitare l’eliminazione renale dei metaboliti

Conservazione e stabilità

  • Conservare a temperatura inferiore a 25°C, in luogo asciutto e al riparo dalla luce diretta del sole e fonti di calore
  • Mantenere il contenitore originale ben chiuso con tappo a vite per proteggere dall’umidità atmosferica
  • Non utilizzare dopo la data di scadenza riportata sulla confezione (scadenza si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato)
  • Non congelare; evitare esposizione a temperature superiori a 30°C o a sbalzi termici improvvisi
  • Tenere fuori dalla portata e dalla vista dei bambini, preferibilmente in armadietto chiuso a chiave o contenitore sicuro
  • Non smaltire il farmaco nelle acque reflue o nei rifiuti domestici; consultare il farmacista per programmi di ritiro farmaci scaduti o non utilizzati
  • Non trasferire le compresse in altri contenitori (portapillole) che non garantiscano la stessa protezione dall’umidità

Forme farmaceutiche disponibili

Forma farmaceutica Concentrazione Confezionamento Identificazione visiva
Compresse rivestite con film 0,5 mg 2 compresse in blister PVC/PVDC/Al Compresse ovali, biconvesse, di colore bianco, incise con “P” su un lato e “U” sull’altro
Compresse rivestite con film 0,5 mg 8 compresse in blister PVC/PVDC/Al Compresse ovali, biconvesse, di colore bianco, incise con “P” su un lato e “U” sull’altro
Compresse rivestite con film 0,5 mg 20 compresse in flacone HDPE con tappo a vite PP Compresse ovali, biconvesse, di colore bianco con incisioni identificative; flacone contenente essicante
Compresse rivestite con film 0,5 mg 30 compresse in flacone HDPE Confezione ospedaliera per terapie prolungate; stesse caratteristiche identificative

Domande frequenti su Dostinex

Posso assumere Dostinex durante la gravidanza?
Il trattamento deve essere sospeso non appena viene confermata una gravidanza mediante test positivo o ecografia, salvo diversa indicazione del medico specialista endocrinologo. Sebbene gli studi sugli animali non abbiano evidenziato effetti teratogeni, i dati sull’uso in donne gravide sono limitati e richiedono valutazione caso per caso dei rischi e benefici.
Quanto tempo devo attendere prima di poter allattare dopo l’ultima dose?
Dopo l’assunzione di Dostinex per inibire la lattazione, è necessario attendere almeno 4 settimane (28 giorni) prima di poter iniziare ad allattare nuovamente, a causa dell’emivita prolungata del farmaco (63-69 ore) e del tempo necessario per l’eliminazione completa. In generale, se si utilizza Dostinex per questo scopo, l’allattamento non viene avviato successivamente.
Posso guidare o utilizzare macchinari durante il trattamento?
Dostinex può causare sonnolenza improvvisa, vertigini e improvvisi cali della pressione arteriosa, specialmente nelle prime settimane di terapia o dopo incrementi posologici. È consigliabile evitare di guidare veicoli, operare macchinari pericolosi o lavorare in quota fino a quando non si conosce la propria risposta individuale al farmaco e si è stabilita la tollerabilità individuale.
Cosa devo fare se dimentico una dose?
Se dimentica di assumere una dose, la prenda non appena se ne ricorda, a meno che non sia quasi ora della dose successiva (meno di 48 ore). In tal caso, salti la dose dimenticata e riprenda il normale schema posologico senza raddoppiare la dose successiva. Non assuma mai una dose doppia per compensare quella saltata. Mantenga un diario delle somministrazioni per evitare errori.
Perché devo fare controlli cardiaci durante la terapia?
Dostinex appartiene alla classe degli alcaloidi dell’ergot, che in casi rari ma gravi possono causare fibrosi (ispessimento e restringimento) delle valvole cardiache o dei tessuti circostanti il cuore e dei polmoni. Per questo motivo, prima di iniziare la terapia e periodicamente durante il trattamento prolungato (ogni 6-12 mesi), il medico prescriverà un ecocardiogramma per monitorare la salute delle valvole cardiache e la funzione ventricolare.
Dosaggio

0.25mg, 0.5mg

principio attivo

Cabergoline

pacco

12 pillole, 16 pillole, 24 pillole, 32 pillole, 4 pillole, 48 pillole, 56 pillole, 8 pillole

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